Ambiente, pulizia e zero stress: l’identikit del turista che verrà

Ambiente, pulizia e zero stress: l’identikit del turista che verrà

Chi sarà e cosa cercherà il viaggiatore post emergenza?

Quale sarà il suo profilo?

Quali saranno le sue attese e le sue esigenze?

Non è facile rispondere a queste domande: il problema è complesso e investe molteplici aspetti individuali, oltre che economici e politici. Difficile oggi fare una previsione, ma è possibile liberarsi dall’ansia di sapere cosa fare concretamentesubito e capire, invece, come reagire a questa situazione del tutto nuova.

La prima intuizione è che l’uomo tornerà, com’è nella sua natura, a vivere e a rioccupare gli spazi che oggi sono ristretti e limitati perché insopprimibile è la sua necessità di andare oltre, muoversi, anche vincendo le proprie paure. Ed è questo il punto da cui partire: il rallentamento di oggi lascerà il passo a una ripresa rapida appena possibile. E lo si intuisce dal desiderio di movimento che perdura nonostante le restrizioni imposte.

Nel post emergenza sarà presumibile una maggior attenzione all’ambiente, con sensibilità, responsabilità e curiosità più profonde. E anche questa diventa un’indicazione pratica su cosa fare domani. Partendo da questo presupposto, cambieranno radicalmente le esigenze dei viaggiatori post pandemia. Se nell’immediato sarà l’incoming a ripartire, seguendo il richiamo “io resto in Italia”, l’outgoing si riprenderà più lentamente verso quelle destinazioni che sapranno garantire sicurezza sanitaria, fermo restando che anche i potenziali turisti incoming dovranno considerare sicuro e affidabile il nostro paese dal punto di vista sanitario e sociale.

Le mete estere considerate sicure sanitariamente si riprenderanno per prime e saranno richieste da un viaggiatore che domani cercherà paesi e prodotti che gli assicurino situazioni no stress: destinazioni poco affollate, ambienti sani, paesaggi intatti, pulizia, correttezza, servizi efficienti ed organizzati, rispettosi dell’ambiente, un ricettivo adeguato alle nuove esigenze.

I beni di una nazione intesi come ambiente, ecosistema, patrimonio culturale e artistico dovranno trovare riscontro nelle infrastrutture e nei servizi che consentono al viaggiatore una fruizione piacevole di tali beni. Un paese piacevole per gli altri è un paese bello e accogliente in primis per chi ci vive. Bisognerà quindi lavorare con un obiettivo preciso: saper connotare e costruire prodotti – che siano destinazioni o soggiorni – in grado di raccontare e far percepire al viaggiatore la precisa sensazione di sana accoglienza. Territori sicuri, ricchi di bellezza e gioia di vivere, mete di cui nessun turista vorrà fare a meno o che potrà mancare di visitare e raggiungere, per vivere esperienze che lo coinvolgeranno con e in tutti i sensi.

Le destinazioni, quindi, dovranno essere intese sempre più come esperienze indimenticabili, uniche, imperdibili e insostituibili. E i sentimenti di amore verso una meta specifica li daranno le situazioni di sana accoglienza.

Pur senza certezze su quando il settore si riprenderà, l’importante sarà dare chiare indicazioni su come iniziare a pianificare la promozione di un soggiorno, su quali fattori fare leva e su come impostare la costruzione di nuovi prodotti turistici.

 

arch. Nicola De Paoli
arch. Nicola De Paoli