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Abitazioni private

A meno che non siate un project manager, esperti di management o che vi piaccia gestire le persone e i loro umori, crediamo che chiunque, per ristrutturare i propri ambienti, sceglierebbe di parlare con una persona sola invece che con maestranze di tutte le tipologie.

 

Altrimenti basterebbe affidarsi ad un’impresa che scrive o dice di fare un lavoro “chiavi in mano”. Semplice, no?!

Perché nella realtà, invece, non è cosi? Perché incontriamo spesso persone che escono da una ristrutturazione provati sia economicamente che psicologicamente e l’unica parola che ci dicono è “mai più”!

 

Eppure basta un progetto, un’impresa edile, un idraulico, un elettricista, un imbianchino, un pavimentista, un serramentista, un arredatore, un tappezziere e un tecnico che possa gestire le pratiche edilizie, eccetera, eccetera… e tutto fila liscio! Anche qui, chiunque direbbe “magari fosse cosi facile, è impossibile”, quindi il “chiavi in mano” diventa l’unica soluzione.

 

E il progetto? “Speriamo che chi farà il progetto capisca bene le mie esigenze e i miei gusti. Come faccio a fidarmi?”.

 

Chiavi in mano sembra la soluzione a tutto, ma cosa fa realmente la differenza?
Un progetto, per garantire un buon risultato, deve essere ben realizzato – come ce lo si aspetta o addirittura meglio – fatto nei tempi previsti e nel rispetto dei costi.
Per raggiungere questo obiettivo serve responsabilità: sì, respons-abilità, cioè la capacità di dare risposta e sapere che quella risposta deve essere data a prescindere da chi in effetti la dovrebbe dare e non la dà.

 

Le persone sono diverse e le variabili, nella gestione di un progetto, sono le più complesse. Il problema non è la professionalità, perché nel mercato non manca. Ci sono artigiani e manovalanze molto serie e oneste, ma che hanno deciso di fare ciò che fanno – e farlo bene – senza dover pensare al lavoro che viene prima e dopo il loro.

Ciò che serve, quindi, è far sì che le cose succedano, superando la sfida della complessità e facendo in modo che ogni lavorazione sia posta in condizione di essere eseguita al meglio. Per farlo vanno considerati e risolti tanti aspetti: dal fatto che ci sia il sole in cielo, a ciò che l’applicatore ha fatto la sera prima, dai ritardi di consegna del materiale agli imprevisti di posa, perché, magari, il massetto non è ancora asciutto, ecc.. Considerando, inoltre, che il tempo di consegna e il costo devono rimanere come pattuito all’inizio.

 

Un progetto di ristrutturazione è una cosa seria e si parte pensando dalla fine: dal risultato che si vuole!

 

Il progetto è come la scrittura di una canzone ed è fondamentale perché rispetta il genere che vi piace e che volete sentire, dall’esecuzione della musica, al ritmo, alla melodia e sua realizzazione. Il direttore d’orchestra seleziona i migliori musicisti e se il risultato sarà mediocre la responsabilità sarà sua.

 

In un ristorante rinomato lo chef e la sua brigata cercano piatti indimenticabili: pesante se dopo una cena non soddisfacente da 200,00€ a testa, dove magari avente anche aspettato tanto, lo chef esce dalla cucina e vi dice “scusatemi non è colpa mia, il mio collaboratore non ha scaldato bene il piatto… ha sbagliato un ingrediente… non ha messo il sale…” e il prezzo rimane quello. Tornereste in quel ristorante?

 

Il vero chiavi in mano è basato sulla responsabilità che il vostro interlocutore si prende nei vostri confronti: il primo passo e’ il progetto. Ma anche in quel caso pagare per un progetto che non sapete ancora se vi piacerà è come comprare a scatola chiusa e, almeno che non siate amanti del rischio, riteniamo che questo non piaccia a nessuno.

 

Noi crediamo che prima le idee debbano essere allineate alle vostre e successivamente procedere con la pianificazione del resto. In fondo un progetto viene sempre creato due volte: prima nella mente di chi lo pensa e poi nella realtà. Il nostro ruolo è fare in modo che in entrambe le situazioni ci sia rispetto di ciò che è nei vostri desideri.